SULPM ROMA

RASSEGNA STAMPA

Martedì 7 Settembre 2004

Via Po, partita la prima tranche di interventi Polemiche sulla scelta del mese

di FABIO ROSSI


Le macchine rallentano all’incrocio tra via Salaria e via Po. Gli automobilisti guardano un po’ spaesati le transenne bianche e rosse e le strisce gialle tracciate sulla strada. Poi i vigili urbani con gesti eloquenti fanno capire che è proprio così, per qualche mese non si potrà più svoltare a sinistra.
Indecisioni iniziali a parte, è stato un avvio all’insegna del traffico per il cantiere di via Po, che in sei mesi dovrà cambiare faccia alla strada riconvertendola dai sampietrini all’asfalto anti-rumori. Automobilisti, pedoni residenti della zona e commercianti si pongono tutti la stessa domanda: perché aspettare settembre, dopo i mesi estivi con scuole chiuse e meno gente in città?
«L’assessore D’Alessandro ha fatto il possibile per velocizzare i tempi - risponde Antonio Saccone, presidente del II Municipio - ma questi appalti sono regolati da norme europee, e spesso le lungaggini burocratiche non sono controllabili dall’amministrazione. Ad agosto, comunque, siamo intervenuti su strade importanti, come la Flaminia».
Il quesito affligge anche chi in questi giorni passa per via Marmorata, costeggiando il popolare quartiere di Testaccio. Qui i lavori sono stati divisi in due tranche : metà carreggiata a luglio, metà a settembre.
E agosto? «Erano chiusi i fornitori di bitumi» è la tragicomica risposta che la ditta appaltatrice ha fornito all’assessorato comunale ai lavori pubblici.
E così Roma, che mai come quest’anno non ha praticamente mai interrotto le sue attività lavorative, si ritrova alla mercé di appalti sempre a rischio di ritardi e ditte che fanno il bello e cattivo tempo. I controlli? Toccano al Comune, che in caso di ritardi sul termine massimo deve applicare le panali previste dai contratti.
Quella di via Marmorata, per esempio, ha l’obbligo di consegnare la strada entro il 19 settembre. E poco importa se, non interrompendo il cantiere ad agosto (i lavori sono ripresi soltanto il 30), sarebbe tutto già concluso, disagi compresi.
In via Po, ieri, il caos totale è stato evitato da negozi chiusi e scuole ancora ferme ai box. Ripercussioni negative si sono avute soprattutto in via Salaria, dove si sono formate code di automobili in prossimità degli incroci. La polizia municipale ha controllato le strade interessate dai nuovi sensi unici temporanei, compresa via Gregorio Allegri, fornendo pazientemente spiegazioni a tutti.
«Abbiamo messo in campo 14 vigili urbani - spiega Donatella Scafati, comandante del II gruppo - e il bilancio della prima giornata è abbastanza soddisfacente. I percorsi alternativi sono stati regolarmente allestiti: dobbiamo soltanto sperare che i cittadini vi si abituino rapidamente, per evitare inutili rallentamenti del traffico». Il primo intervento adottato sul campo, ieri, è stato lo spostamento dei cassonetti dell’Ama sulla Salaria, nei pressi dell’incrocio con via Po.
Il vero test, fanno notare i caschi bianchi in strada, comincerà il 16 settembre con la riapertura delle scuole, e soprattutto all’arrivo delle prime piogge autunnali. «Da quel momento bisognerà verificare la tenuta del dispositivo del traffico e l’eventuale necessità di rafforzare la vigilanza», sottolinea Gabriele Di Bella, segretario romano del sindacato della polizia municipale Sulpm.
«Non credo che ci saranno particolari problemi - smorza il presidente del Municipio - ma in questi giorni riesamineremo il piano per regolamentare la circolazione, e studieremo eventuali correttivi».
All’assessorato di via della Misericordia, intanto, si sta già pensando a una variazione del calendario dei cantieri per il periodo natalizio. Dopo il completamento dei lavori sul tratto tra piazza Buenos Aires e l’incrocio con la Salaria, previsto per il 10 dicembre, si potrebbe attendere la fine delle festività di fine anno prima di cominciare la seconda parte dell’intervento, che riguarda la porzione di strada compresa tra le intersezioni con via Salaria e corso d’Italia.
Sperando che, intanto, i romani si abituino ai cantieri d’autunno. E magari che i fornitori di bitumi non facciano ferie fuori stagione.